Battaglie da sonno Rem

Battaglie da sonno Rem

Di Piergiorgio Strata e Giovanni Berlucchi, sul Domenicale del Sole 24 ore 15 ottobre 2017

Il tre ottobre uno dei più grandi studiosi del sonno, Michel Jouvet, ci ha lasciati all’età di 91 anni. Lo avevamo conosciuto a Pisa quando Giuseppe Moruzzi organizzò il primo convegno mondiale della neonata International Brain Research Organization (IBRO) e Jouvet, giovanissimo, era già un autorevole scienziato per i suoi studi sul sonno. Lo abbiamo di nuovo incontrato quando nel 1962 organizzò un convegno mondiale su sonno e sogni a Lione, dove aveva i suoi laboratori di ricerca. Medaglia d’oro del Consiglio Nazionale delle Ricerche francese, membro dell’Accademia di Francia e dell’Academia Europaea,Jouvet ha fornito un contributo essenziale a quella fase di sonno caratterizzata da raffiche di movimenti rapidi degli occhi, fase definita REM, acronimo di Rapid Eye Movement.Recentemente abbiamo assistito a un notevole avanzamento sulla comprensione e sulla terapia di molte patologie che sono legate a disturbi di questa fase di sonno.

Vediamo ora come le sue ricerche s’inseriscono nel panorama degli studi su questo aspetto che occupa un terzo della nostra vita. Nel 1949 Giuseppe Moruzzi spese un anno sabbatico a Chicago per collaborare con Horace Magoun. In un classico lavoro, inserito dalla American Physiological Society tra i lavori più significativi nella storia della Fisiologia, avevano dimostrato che la veglia era un fenomeno sostenuto dall’attività di neuroni del sistema reticolare ascendente, una struttura che si trova nel tronco dell’encefalo e che consiste di gruppi di neuroni con caratteristiche funzionali diverse adibite al controllo dei vari aspetti del ciclo sonno-veglia. Senza questa attività subentra la perdita di coscienza o il coma.

Negli anni ’50 Nathaniel Kleitman dell’Università di Chicago con i suoi allievi Eugene Aserinsky e William Dement analizzò l’andamento del sonno in studenti di medicina e scoprì che il sonno consiste di varie fasi. Una di queste, che compare dopo circa venti minuti dall’addormentamento e poi si ripete 4-5 volte per notte, è il sonno REM, cosiddetto perché associato a movimenti oculari rapidi. Risvegliati durante il sonno REM, ma non in altre fasi del sonno, gli studenti dicevano di aver sognato e descrivevano i particolari dei sogni. In alcuni casi i movimenti degli occhi potevano essere attribuiti all’inseguimento con lo sguardo delle immagini oniriche.

Nel 1959 Jouvet scoprì che anche nel gatto il sonno comprendeva una fase con movimenti oculari, e denominò questa fase “paradossale” per il fatto che nel suo corso l’elettroencefalogramma era molto simile a quello della veglia, nonostante che il gatto dormisse profondamente. Inoltre, in accordo con l’ipotesi di Moruzzi che il sonno abbia una genesi attiva e non sia semplicemente il venir meno della veglia, Jouvet vide che la fase paradossale è innescata da attività neuronali di una regione troncoencefalica, il ponte, che si propagano al talamo e alla corteccia visiva, stimolandola dall’interno ed evocando probabilmente le immagini visive dei sogni. Jouvet scoprì anche che la fase REM o paradossale del sonno è associata a una paralisi completa dei muscoli che mantengono la stazione eretta, e fu fra i primi a proporre che il ciclo sonno-veglia sia determinato dalle monoamine presenti in vari gruppi di neuroni troncoencefalici. La paralisi muscolare della fase REM dipende dall’inibizione dei motoneuroni spinali da parte di neuroni della formazione reticolare. Un altro contributo importante di Jouvet fu la dimostrazione che dopo lesioni inflitte a livello del ponte, gli animali durante il sonno presentavano strani movimenti di aggressività verso un ipotetico bersaglio, in altre parole come se un gatto volesse aggredire un topo.

Quest’ultimo aspetto fu ripreso negli anni ’80 da Carlos Schenck e collaboratorii quali hanno identificato un gruppo di malattie legate ad alterazioni dei circuiti che sono alla base del controllo muscolare. Infatti, non tutte le persone quando dormono vivono in serena tranquillità. Alcuni si agitano, si alzano dal letto senza rendersene conto, ingaggiano battaglie contro un invisibile nemico umano o animale. In questo momento la persona sogna atti motori di assalto e di difesa. Alla fine dell’episodio che dura qualche decina di minuti, il soggetto si sveglia e ricorda perfettamente il contenuto del sogno, che di solito riguarda l’essere assalito da animali o altre persone, e ricorda anche i suoi movimenti di difesa o di fuga.

Questi comportamenti di natura violenta sono dovuti a una patologia di questa fase di sonno e vengono classificati come RDB, acronimo di ‘REM sleep Brain Disorder’.L’anomalo comportamento è la conseguenza della degenerazione di quei particolari neuroni che sono responsabili della paralisi muscolare. Quando durante la fase disonno REM i sogni di tipo allucinatorio entrano ingioco, ogni tentativo di movimento del soggetto chedorme si manifesta con le tipiche brevi scosse muscolari che osserviamo facilmente anche negli animali domestici, peraltro già descritti da Lucrezio. Quando invece i detti neuronisono soppressi dalla malattia, l’attività muscolare non e più adeguatamente frenata e il contenutodel sogno genera un’attività motoria incontrollatache esprime le reazioni alle minacce che si presentanonel sogno.Secondo Antti Revonsuo il sogno avrebbe anche negli animali il significato funzionale di prospettare al cervello situazioni pericolose potenziali e di “allenare” strategie comportamentali atte ad affrontare tali situazioni nella realtà. Questi disturbi vengono oggi trattati con farmaci e con mezzi di contenimento dei movimenti del soggetto.È interessante che allucinazioni di tipo onirico associate con ansia e paura compaiano durante la veglia nella narcolessia, un disturbo primario del sonno che comporta una transizione repentina dall’attività cerebrale tipica della veglia a quella tipica del sonno REM.

Jouvet ha attribuito al sonno e al sogno un significato funzionale che va molto al di là degli argomenti qui trattati e investe il problema fondamentale del rapporto fra il cervello e la mente umana. Oltre che nei suoi lavori scientifici, le sue idee originali al riguardo sono esposte nel libro “Le sommeil et la rêve” pubblicato nel 1992 e tradotto in italiano nel 1993.