SCOPERTA L’ORIGINE DELL’ALZHEIMER NELL’AREA DELL’UMORE

SCOPERTA L’ORIGINE DELL’ALZHEIMER NELL’AREA DELL’UMORE

Piergiorgio Strata su La Stampa 4 aprile 2017

La causa del morbo di AIzheimer non va cercata, come fatto finora, nell’area del cervello responsabile della memoria, ma sarebbe dovuta alla morte dei neuroni presenti in una delle zone che governano anche i disturbi dell’umore. La scoperta, tutta italiana, che promette di rivoluzionare l’approccio alla «malattia del secolo» è il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications. L’Organizzazione mondiale della Sanità afferma che nel mondo esistono 50 milioni di persone affette da demenza e che nel 2050 i casi saranno 135 milioni, a meno di nuove e adeguate terapie oggi ancora carenti. L’aumento non è dovuto al diffondersi di una malattia come succede per quelle infettive, ma all’aumento dell’aspettativa di vita. Un allungamento di sei anni di tale aspettativa comporta un raddoppio dei casi di demenza. Continuando così alla fine dovremmo morire tutti dementi o quasi. Secondo la rivista Lancet, il costo economico per la cura dei pazienti affetti da demenza a livello mondiale è di circa 600 miliardi di dollari all’anno uno degli oneri più devastanti sui bilanci di ogni Paese. La malattia è dovuta a una diffusa distruzione di neuroni soprattutto nella corteccia cerebrale e in quella dell’ippocampo dovuta alla produzione di una proteina anomala detta beta-amiloide, che si deposita negli spazi fra neuroni uccidendoli. In particolare l’ippocampo è una struttura critica per la formazione di nuove memorie per cui il paziente, man mano che passa il tempo, vive soltanto di lontani ricordi della vita passata. Nel caso del morbo di Alzheimer, trattandosi della produzione di proteine anomale, l’industria ha investito somme ingenti per scoprire farmaci capaci di neutralizzare le molecole che aggregandosi danno origine alla beta-amiloide. Si tratta di molecole che agiscono da anticorpi nei riguardi dei detti precursori. Tuttavia, finora i risultati sono talmente modesti che nessuna nuova molecola può entrare nel prontuario farmaceutico. Le malattie dovute alla produzione di proteine anomale sono molte e tra queste vi è il morbo di Parkinson. In questo caso la causa della malattia è l’alterata comunicazione fra gruppi di neuroni ovvero alla ridotta liberazione di dopamina. In questo caso la terapia consiste nel potenziare la produzione di dopamina che consente per molti anni una migliore qualità della vita. Questa strada, tuttavia, non è in grado di prevenire la malattia.